Bracciano cambia pagina

La stagione del governo del centrosinistra sul lago col voto di ieri, è chiusa.

Claudio Gentili ha fatto la sua battaglia coraggiosa, ma i giochi erano pesantemente segnati da un ventennio in cui, con Giuliano Sala, il centro sinistra è stato dominus della politica braccianese. Agli storici spettano i giudizi, a noi al massimo i commenti. La crisi del centrosinistra e del PD in particolare, a Roma e in provincia, parte da lontano, dallo scandalo dei consiglieri regionali della scorsa legislatura e poi dalla deflagrazione del Pd romano (mafia capitale e dimissione di Marino).

Il Partito Democratico paga pesantemente la sua stessa dis-organizzazione, il suo non essere partito ma aggregazione di ceto politico che gioca la sua partita in totale sconnessione con l’elettorato e spesso un contro l’altro armato (Anguillara). E’ mancato al centro sinistra la capacità di costruire aggregazione intorno a proposte di rinnovamento. E’ mancata la prospettiva di un orizzonte politico che si trasformasse in un esito, in un progetto, in cui i cittadini che vivono qui, in queste nuove città, riescono a riconoscersi prima, a ingaggiarsi e a impegnarsi poi. Alessandro Bettarelli a Canale ed Emanuele Rallo ad Oriolo hanno però saputo fare la differenza. Non mi stupisce.

A Bracciano, negli ultimi due anni, tutta la prospettiva politica è rimasta assorbita e si è esaurita in uno scontro di denunce e carte bollate in cui un pezzo di questo ceto politico è rimasto invischiato e, alla fine,  travolto. La scelta di appoggiare Gentili in quel modo e senza le primarie, è stato solo l’esito finale di un processo inesorabile.

Armando Tondinelli è ora il nuovo sindaco, a lui i nostri auguri.

Il mandato che ha ricevuto è ampio e netto e non ammette scuse. C’è un lavoro enorme da fare. Dopo due stagioni di opposizione alle giunte Sala, ora a lui l’onore e l’onere del governo. I dossier che si trova ad affrontare nell’immediato sono certo spinosi:  il bilancio prima di tutto (sei milioni di disavanzo), e poi la Bracciano Ambiente – il nodo occupazionale – e infine la Discarica di Cupinoro con il bando di gara in immediata scadenza. C’è poi da pensare a trovare ed organizzare i servizi. In primo luogo il degrado urbano: impossibile pensare di poter fare affidamento sul volontariato. Occorre organizzare un servizio efficiente ed efficace, non sarà facile. Piu’ in generale poi serve affrontare di petto il nodo di un paese che non vuole e non sa ancora vedersi come una città. Un paese che è alla ricerca di una sua precisa identità e che fa fatica anche solo a pensare a se stesso.

Il compito su cui però si misurerà la sua leadership Sindaco, sarà quello in cui lo vedremo impegnato a ricucire le ferite di un modo di agire la politica che non è stato di certo indolore. Saprà essere sindaco di tutti?

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